No, WordPress non è morto. Ma oggi è più utile chiedersi quale tecnologia serve alla tua azienda che cercare un vincitore assoluto fra CMS e framework. Un sito deve essere facile da aggiornare, accessibile, sicuro, veloce per le persone che lo utilizzano e sostenibile da mantenere. La risposta cambia da un progetto all’altro.

Perché qualcuno dice che WordPress è morto?

Negli ultimi anni sono diventati più accessibili strumenti di sviluppo moderni, piattaforme no-code e sistemi capaci di generare codice con l’intelligenza artificiale. Molte aziende, inoltre, vogliono ridurre il numero di plugin e le attività di manutenzione. Da qui nasce la domanda: WordPress ha ancora senso?

I dati suggeriscono cautela con i titoli sensazionalistici. Secondo W3Techs (si apre in una nuova scheda), nell’ottobre 2026 WordPress risulta presente su circa il 39,6% dei siti monitorati e rappresenta il 58,3% dei siti di cui è identificato il CMS. Le percentuali possono variare nel tempo. Le due percentuali utilizzano denominatori diversi: non vanno confuse. Si tratta inoltre di una misurazione tecnologica, non di un giudizio sulla qualità dei siti.

Il progetto continua a evolversi: WordPress.org (si apre in una nuova scheda) documenta rilasci nel 2026 e una roadmap dedicata a editor, collaborazione e funzionalità AI. Perciò meno quota di mercato non significa software abbandonato.

Quando WordPress resta una scelta concreta

Autonomia editoriale

WordPress è particolarmente adatto quando l’azienda desidera aggiornare con regolarità pagine e articoli attraverso un pannello amministrativo. Può avere senso anche se il team ha già esperienza sul CMS o servono funzionalità consolidate per cui esistono estensioni affidabili.

Esempio: uno studio professionale pubblica guide ogni settimana, delega revisioni e desidera mantenere autonomia editoriale. WordPress potrebbe offrire un flusso di lavoro semplice, purché tema, plugin, sicurezza e backup siano gestiti bene.

Manutenzione e responsabilità

Il punto da valutare non è solo il prezzo iniziale: conta anche la manutenzione. Plugin e temi vanno aggiornati, testati e mantenuti compatibili. Non è corretto affermare che ogni sito WordPress sia lento o insicuro: dipende dall’implementazione, dalle dipendenze, dall’hosting e dalla gestione.

Cos’è Astro e perché interessa ai siti aziendali?

Astro (si apre in una nuova scheda) è un framework per costruire siti web, non un CMS tradizionale dotato automaticamente di pannello editoriale. Predilige la generazione HTML e permette di aggiungere JavaScript interattivo soltanto dove serve.

Per una landing page, un sito vetrina o un portale editoriale ben definito, questo approccio può ridurre la complessità del front-end e facilitare una buona esperienza di caricamento. Non garantisce automaticamente SEO o prestazioni superiori: immagini, codice, hosting e progettazione rimangono determinanti.

Astro gestisce anche contenuti Markdown e collection strutturate. Se il cliente deve modificare autonomamente le pagine da un’interfaccia, occorre però predisporre un flusso editoriale adeguato, eventualmente collegando un CMS.

E un CMS headless?

Un CMS headless separa la gestione dei contenuti dall’interfaccia pubblica. L’editor lavora su contenuti strutturati; il sito li mostra attraverso API e componenti di presentazione. Questo modello può essere utile quando gli stessi contenuti devono servire sito, app o più canali.

Il vantaggio è la flessibilità, ma c’è anche una responsabilità in più: configurazione, autenticazione, permessi, anteprime, costi dei servizi e processo di pubblicazione vanno progettati. Non è necessariamente una scelta conveniente per un sito di cinque pagine che cambia due volte l’anno.

Tre domande per scegliere lo stack: chi pubblica, quanto cambiano i contenuti e su quali canali saranno usati.
Prima della piattaforma: autonomia, frequenza degli aggiornamenti e canali da gestire.

Come decidere: cinque domande prima del preventivo

  1. Chi aggiornerà il sito? Il titolare, un collaboratore, l’agenzia o un team editoriale?
  2. Quanto spesso cambiano i contenuti? Ogni giorno, ogni mese o raramente?
  3. Quali funzioni servono davvero? Articoli, prenotazioni, cataloghi, e-commerce, integrazioni o soltanto contatti?
  4. Chi si occuperà della manutenzione? Aggiornamenti, backup, monitoraggio, sicurezza, continuità operativa.
  5. Quanto conta l’indipendenza dal fornitore? Chiedere sempre come esportare contenuti, codice e dati secondo il contratto.
Esigenza Soluzione da valutare
Blog e aggiornamenti frequenti con editor visuale WordPress o CMS dedicato
Landing page veloce e contenuti relativamente stabili Astro o altro stack statico
Contenuti distribuiti fra più canali Astro con headless CMS o architettura equivalente
E-commerce con flussi complessi Piattaforma e integrazioni specifiche, valutate separatamente

Questa tabella indica scenari, non una classifica assoluta. La sicurezza, l’accessibilità e la qualità SEO si progettano su qualunque stack.

L’intelligenza artificiale cambia la scelta?

Se vuoi anche automatizzare attività e messaggi collegati al sito, leggi cinque esempi di automazioni AI per piccole imprese: la scelta del CMS è soltanto una parte del workflow.

L’AI può accelerare la preparazione dei contenuti, la prototipazione e parte dello sviluppo. Non elimina la necessità di scegliere un’architettura sostenibile. Un sito generato rapidamente ma difficile da modificare può diventare costoso dopo il lancio.

Nei servizi web UMINIA il criterio è semplice: il cliente acquista un risultato e un processo di gestione affidabile, non il nome di un CMS. WordPress resta un’opzione valida; Astro è una valida alternativa in contesti specifici; il CMS headless va introdotto quando porta un beneficio verificabile.

Se il problema è che il sito esistente non genera richieste, prima di cambiare piattaforma può essere utile capire perché un sito non porta clienti.

In sintesi

WordPress non è morto. È cambiato il ventaglio di possibilità. La scelta migliore nasce da contenuti, obiettivi, autonomia desiderata, budget di gestione e caratteristiche del progetto.

Fonti e approfondimenti